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Cosa significa davvero amarsi e amare?

Giulia Scandolara Counseling online

Amarsi e amare: ci pensiamo ogni giorno, ma raramente ci fermiamo a esplorare davvero il significato di queste due dimensioni.


Spesso confondiamo l’amore con il bisogno. E sviluppiamo più attaccamento, che una sincera connessione con l’altra persona.  


Ancora, molti hanno l’idea romantica che qualcuno debba completarci o addirittura arrivare a salvarci dalle difficoltà della nostra esistenza.


Una delle cose che cerco di far comprendere ai miei clienti è che l’amore autentico non nasce dalla mancanza, ma dalla consapevolezza.

 

Amarsi davvero: molto più che “volersi bene”

Nel linguaggio comune, amarsi viene spesso ridotto a un atto di autostima o di gratificazione personale. In realtà, dal punto di vista del Counseling, amarsi significa instaurare una relazione onesta con sé stessi.


Amarsi vuol dire:

  • Riconoscere i propri bisogni emotivi senza giudicarli

  • Accettare le proprie parti luminose, ma anche quelle scomode

  • Smettere di tradirsi, per essere accettati dagli altri

  • Assumersi la responsabilità delle proprie scelte emotive


Jung parlava dell’incontro con l’ombra (le parti rimosse o fragili di sé) come di un passaggio inevitabile per la maturità psichica. In quest’ottica, l’amore per sé non è autocelebrazione (cosa assai diffusa) ma integrazione.


Amarsi comporta il fatto di imparare a stare con ciò che siamo davvero. Non solo con ciò che vorremmo essere.

 

Amare l’altro: l’amore non è fusione

Uno degli equivoci più diffusi sull’amore è l’idea che amare significhi fondersi, perdersi, annullarsi nell’altro.


Dal punto di vista relazionale, questo non è amore: è dipendenza affettiva.

Amare davvero implica:


  • Restare sé stessi anche nella relazione (una buona coppia è fatta da due “sé” molto forti, e ben distinti)


  • Non usare l’altro per colmare vuoti interiori


  • Comunicare in modo autentico, in linea con i propri valori e il proprio sentire, e non strategico


  • Accettare che l’altro non sia “come lo immaginiamo”


Jung sottolineava come spesso proiettiamo sull’altro le parti inconsce di noi, aspettative incluse, trasformando l’amore in una sorta di illusione.


Quando a volte poi sentiamo che l’innamoramento finisce, molto spesso non è l’amore che muore: è la proiezione, che cade e muore. Ed è in quel frangente, però, che può iniziare l’amore maturo.

 

Amore e proiezione: il punto cieco delle relazioni

Molte sofferenze amorose nascono da una semplice verità, difficile da accettare: non amiamo l’altro per ciò che è, ma per ciò che rappresenta per noi, o per ciò che vorremmo fosse, per noi (un nuovo inizio, una speranza per il futuro, una forma di consolazione).


Nel Counseling, lavorare sul tema dell’amore significa:


  • Imparare a distinguere l’altro “reale” dall’altro “immaginato”

  • Riconoscere i propri schemi affettivi ricorrenti

  • Comprendere perché si è attratti sempre dallo stesso “tipo” di persone


Jung vedeva l’amore come uno specchio potentissimo dell’inconscio. L’altro diventa per noi il luogo in cui proiettiamo desideri, ferite, bisogni non riconosciuti.


In tal senso, reimparare ad amare significa ritirare le proiezioni e assumersi la responsabilità emotiva di sé. Ecco, questo non è un processo immediato, ma è profondamente liberatorio.

 

Reimparare ad amare: da dove si comincia?

In un lavoro su di sé attraverso il Counseling, la domanda non è mai “come faccio a trovare l’amore?”, ma: che tipo di relazione sto creando, con l’altro, a partire da me?


E penso che siano dei punti fondamentali  “da smarcare”, per reimparare ad amare:

  1. Serve sviluppare consapevolezza emotiva: ovvero riconoscere ciò che si prova, senza negarlo


  2. Occorre diventare capaci di mettere confini sani: serve sapere dove finisci tu e dove inizia l’altro


  3. Necessitiamo di autenticità: il cliente deve smettere di adattarsi agli altri, per paura di perdere qualcuno (un compagno, una compagna, o solo le proprie illusioni)


  4. Saper essere Presenza: è necessario vivere la relazione nel presente, non nel passato o nella paura del futuro


Amare non è evitare il dolore, ma avere gli strumenti interiori per attraversare l’incontro con l’altro, senza perdersi.

 

Amore e Counseling: uno spazio sicuro per capire

La relazione d’aiuto ti offre uno spazio protetto in cui esplorare le dinamiche affettive che vivi. Insieme possiamo sciogliere nodi emotivi irrisolti, o comprendere perché certi legami ti fanno così male.


Sempre in un percorso breve, puoi iniziare a costruire una nuova idea di amore: più adulta e consapevole.


Il counseling non ti dà risposte preconfezionate, ma ti aiuta a frequentare le domande giuste. È così, che l’amore cambia forma, e si passa dal viverlo come un bisogno urgente, al sentirlo come una scelta consapevole.

 

Incamminarsi all’amore

Amarsi e amare non sono “stati da raggiungere” una volta per tutte. Sono processi vivi, dinamici, a volte scomodi, ma incredibilmente trasformativi.


Noi non conosciamo una persona “una volta per tutte”, ma ci incamminiamo con lei verso un orizzonte. E in questo “incamminarci insieme”, continuiamo a crescere, soli, e non soli.


Come direbbe Jung, l’amore autentico non ci salva dal confronto con noi stessi: ce lo rende inevitabile. Ed è proprio in questo confronto, che nasce una nuova possibilità di relazione: vera, libera, umana.


Se senti che è il momento di rimettere mano al tuo modo di amare, prenota la tua prima ora di Counseling online.


Giulia Scandolara - Gestalt Counselor


 
 
 

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