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Paura di amare: si supera?

Giulia Scandolara Counseling online - paura di amare

Molte persone si fermano (o fermano l’incontro stesso) appena iniziano a provare qualcosa per l’altra persona.


Invece di lasciarsi andare, ci si trattiene. Invece di attraversare e vivere il sentimento che sta nascendo, lo si osserva da lontano, come se l’amore fosse una corrente potente, e noi avessimo paura di entrarci dentro.


“E tu cosa mi dai?”

In questo periodo storico, sembra che “sentire” sia diventato problematico.


L’amore viene piuttosto amministrato, dosato, e tenuto sotto costante controllo. “Se lui non mi dà... allora io sto ferma” – o viceversa.


Ecco, diciamo che dosare il sentire è solo un modo per non rischiare di essere coinvolti. Ma com’è possibile far accadere l’amore, senza un coinvolgimento?

 

La relazione è come una cristalleria in cui non ci si può muovere

Le relazioni diventano spazi cauti, misurati, dove nessuno osa davvero esporsi. Ci si incontra, ma senza toccarsi fino in fondo. Ci si sceglie, ma con una parte del cuore sempre pronta alla ritirata.


Non mi riferisco a una naturale cautela che serve a tutelarci, là dove ancora non conosciamo la persona che abbiamo davanti. Ma penso a quelle persone che, dopo mesi e mesi di frequentazione, evitano con grande impegno di lasciar davvero entrare l’altro nella propria vita.

 

L’incontro sospeso

L’amore vero non conosce la prudenza del calcolo. Non nasce per essere gestito, ma per essere vissuto. Quando è autentico passa attraverso le persone, le smuove, le destabilizza, le cambia. Non chiede il permesso di entrare e non accetta di essere ridotto a una terra sicura.


Il problema, non è l’amore. Il problema è che non sappiamo più stare in ciò che sentiamo. E, allo stesso tempo, le persone sembrano come frastornate. Non riescono a scegliere. Non riescono più a comprendere chi va bene per loro, e chi no.

 

Abbiamo disimparato a reggere l’intensità, a restare presenti quando il cuore accelera, quando l’altro diventa importante. Innamorarsi, significa accettare che l’altro potrebbe davvero farci male.


Forse non sappiamo più come si fa

In una società che premia il distacco e confonde il controllo con la forza, la vulnerabilità è diventata un territorio sconosciuto. Ma dobbiamo accettarlo: non è amore, se non ci mette a nudo, se non ci porta proprio a essere vulnerabili. Attenzione, però, a cos’è davvero la vulnerabilità.


Amare non significa perdersi. Non significa essere travolti, annullati, consumati. Questa non è vulnerabilità, è sacrificio di sé, senza amor proprio.

 

Imparare a lasciarsi contattare

Lasciarsi attraversare dall’amore richiede una presenza profonda a sé stessi. Richiede la capacità di accogliere ciò che nasce senza affanno.


L’amore di chiede di non cercare una relazione di potere con l’altro, ma una reciprocità da alimentare giorno dopo giorno.


Giulia Scandolara Counseling online - paura di amare

Come distruggiamo gli incontri?

Costruiamo barriere preventive contro un dolore che ancora non esiste. Ci difendiamo dall’altro ancor prima di aver compreso chi sia.


Proteggersi va bene, ma non vuol dire chiudersi. Vuol dire imparare connettersi con l’altro, a partire dal rispetto del tuo amor proprio.


E chi impara a restare nei sentimenti, anche quando questi fanno tremare, scopre che solo così, l’amore smette di essere una minaccia, e si rivela una strada percorribile.

 

Da dover ripartire, per ricominciare ad amare

Molti adulti sono ancora dei neonati, là dove si parla di ascolto del proprio mondo interiore.


Per non cadere nelle trappole della paura d’amare è indispensabile imparare a comprendere come funzionano le tue emozioni. È necessario per la persona possedere una buona conoscenza delle basi.


Quali basi?

Una persona capace di amare conosce le proprie emozioni, le fissità del proprio carattere. Sa comprendere qual è il messaggio di queste emozioni, e sa come trasformare il proprio sentire in comunicazione e azioni chiare, all’interno della relazione.


La conoscenza di sé, fra luci e ombre (temperamento, carattere) permette di comprendere quali sono le persone con cui possiamo davvero stabilire una buona sintonia, e con quali “non c’è niente da fare”.


Molto spesso, chi dice di voler l’amore, non sa cosa sia l’amor proprio. Non sa comprendere chi siano le persone che incontra. Non sa ascoltare le intuizioni del corpo, e non ha coordinate, là dove si parla della propria consapevolezza interiore.


Un percorso di Counseling serve proprio a questo: a mettere quelle basi che, nelle relazioni, ti fanno funzionare bene. Per la persona che sei, autenticamente, oltre le tue paure.


Ecco perché, se passi da una delusione affettiva a un’altra, forse è tempo di fermarti, per diventare forte sulle basi che favoriscono la relazione.


Giulia Scandolara - Gestalt Counselor

 
 
 

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